
Panoramica per settore
Con le decisioni sui casi di infrazione adottate periodicamente, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti degli Stati membri inadempienti agli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi ambiti delle politiche dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre all'archiviazione di 84 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte. In tali casi la Commissione non deve proseguire oltre nella procedura di infrazione. È possibile seguire le attività della Commissione in materia di applicazione delle norme e reperire informazioni sulla conformità degli Stati membri al diritto dell'UE attraverso mappe interattive e grafici personalizzabili. Per ulteriori dettagli sulla cronologia di un caso o per l'accesso alla banca dati completa delle decisioni di infrazione, può essere consultato il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione. Ulteriori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE sono disponibili nelle domande frequenti.
Qui di seguito le infrazioni riguardanti l'Italia
Ambiente
Pareri motivati
La Commissione invita l'Italia a rispettare gli obblighi che le incombono a norma della direttiva sulla qualità dell'aria ambiente per quanto riguarda l'inquinamento da NO2 a Napoli e Palermo
La Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all'Italia (INFR(2025)2187) per il mancato rispetto degli obblighi di cui alla direttiva sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE). La direttiva sulla qualità dell'aria ambiente stabilisce valori limite per diversi inquinanti atmosferici che gli Stati membri devono rispettare, compreso il biossido di azoto (NO2). Qualora le concentrazioni di NO2 nell'aria superino tali valori limite, la direttiva prescrive agli Stati membri di adottare piani per la qualità dell'aria al fine di conseguire la conformità nel più breve tempo possibile. Gli agglomerati di Napoli e Palermo hanno superato da diversi anni i valori limite per l'NO2 e i piani per la qualità dell'aria adottati non sono adeguati per conseguire la conformità in un breve lasso di tempo. La Commissione procede pertanto all'invio di una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
La Commissione invita l'Italia a monitorare e prevenire le catture accessorie di cetacei, tartarughe e uccelli marini nell'ambito delle attività di pesca
Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia (INFR(2023)2181) per la mancata attuazione delle misure previste dalla direttiva Habitat (direttiva 92/43/CEE del Consiglio) volte a monitorare e prevenire le catture accessorie di cetacei, tartarughe e uccelli marini nell'ambito delle attività di pesca. Per cattura accessoria si intende la cattura accidentale di specie non bersaglio nell'ambito delle attività di pesca. La direttiva Habitat prescrive agli Stati membri di monitorare le catture o uccisioni accidentali di specie rigorosamente protette e di assicurare che tali catture o uccisioni non abbiano un impatto negativo significativo sulle specie in questione. Gli Stati membri devono inoltre adottare misure adeguate per evitare la perturbazione significativa delle specie protette nei siti Natura 2000 designati a norma della direttiva Uccelli (direttiva 2009/147/CE) e della direttiva Habitat. L'Italia non ha istituito un sistema efficace per monitorare le catture accessorie di specie quali il tursiope troncato (Tursiops truncatus) e la tartaruga comune (Caretta caretta), entrambe protette ai sensi della direttiva Habitat. L'Italia non ha né svolto ulteriori ricerche né adottato misure di conservazione per garantire che le catture e le uccisioni accidentali non abbiano un significativo impatto negativo sulle specie protette. Inoltre il paese non ha adottato misure adeguate per evitare perturbazioni significative, dovute al rischio di catture accessorie, di diverse specie marine e di uccelli marini quali la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus yelkouan), l'uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis desmaresti) nei siti Natura 2000 designati per la loro protezione. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel febbraio 2024. Tuttavia, dalla valutazione della risposta dell'Italia risulta che gli obblighi di cui sopra non sono ancora stati rispettati. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali quest'ultima potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
La Commissione invita l'Italia a recepire correttamente la direttiva quadro sui rifiuti modificata
Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia (INFR(2024)2097) per il non corretto recepimento nella legislazione nazionale della direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE, modificata dalla direttiva 2018/851/UE). La direttiva quadro sui rifiuti è la legislazione quadro dell'UE volta a prevenire o ridurre la produzione di rifiuti, a ridurre l'impatto complessivo dell'uso delle risorse e a migliorarne l'efficienza quando sono utilizzate. La direttiva modificata stabilisce obiettivi vincolanti per il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti urbani. Inoltre introduce prescrizioni per gli Stati membri e volte a migliorarne i sistemi di gestione dei rifiuti e l'uso efficiente delle risorse. Il termine entro il quale gli Stati membri erano tenuti a recepire le disposizioni della direttiva modificata nella legislazione nazionale era il 5 luglio 2020. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel luglio 2024 per il non corretto recepimento della direttiva quadro sui rifiuti modificata. Sulla base della risposta dell'Italia, la Commissione ha constatato che diverse disposizioni della direttiva non sono ancora recepite correttamente, in particolare quelle relative alla responsabilità estesa del produttore, al riciclaggio di alta qualità, alla raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e ai requisiti minimi da includere nei piani di gestione dei rifiuti. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI
Lettere di costituzione in mora
La Commissione invita l'Italia a garantire il rispetto delle norme dell'UE relative alle attività multidisciplinari dei contabili
La Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all'Italia (INFR(2025)2172) per il mancato rispetto della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno (direttiva sui servizi). Le norme dell'UE mirano a garantire che i prestatori di servizi possano offrire servizi multidisciplinari, consentendo l'offerta di servizi combinati e innovativi nell'interesse dei consumatori. L'articolo 25 della direttiva sui servizi stabilisce che i prestatori non dovrebbero essere assoggettati a restrizioni ingiustificate dell'esercizio, congiunto o in associazione, di attività diverse. Tali restrizioni devono essere limitate a quanto necessario per salvaguardare l'imparzialità, l'indipendenza e l'integrità delle professioni regolamentate. Secondo la Commissione, la normativa italiana non consente ai contabili di svolgere un'ampia gamma di altre attività, vietandone pertanto l'esercizio congiunto. Sebbene il diritto italiano preveda eccezioni limitate, la maggior parte delle incompatibilità è assoluta e non soggetta a eccezioni. La Commissione ritiene che tali restrizioni violino la direttiva sui servizi. La Commissione procede pertanto all'invio di una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
Giustizia
Pareri motivati
La Commissione invita l'Italia a recepire correttamente la direttiva sui diritti degli azionisti di società quotate
Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia (INFR(2025)4004) per il non corretto recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti (direttiva 2007/36/CE). L'impegno nel lungo periodo degli azionisti nelle società in cui investono è essenziale per garantire che queste ultime siano ben amministrate e sostenibili. La direttiva tutela e responsabilizza gli azionisti promuovendo la trasparenza, la responsabilità e il buon governo societario nelle società quotate. Stabilisce una serie di norme e diritti per garantire che gli azionisti abbiano voce in capitolo nelle società in cui investono e che i loro interessi siano rappresentati e rispettati. Il 7 maggio 2025 la Commissione ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, che ha individuato una serie di carenze. Tuttavia l'Italia continua a porre restrizioni alla libertà degli azionisti di scegliere senza limitazioni il proprio rappresentante per le assemblee generali, imponendo invece un rappresentante designato a livello di società. Inoltre il diritto italiano non garantisce che gli azionisti possano rispondere a nuovi punti dell'ordine del giorno presentando proposte di delibera. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
La Commissione esorta la Grecia, la Francia, l'Italia, Cipro, l'Ungheria, Malta, la Polonia e il Portogallo a recepire le norme rafforzate per promuovere le energie rinnovabili
Oggi la Commissione ha deciso di inviare pareri motivati alla Grecia (INFR(2025)0214), alla Francia (INFR(2025)0220), all'Italia (INFR(2025)0228), a Cipro (INFR(2025)0201), all'Ungheria (INFR(2025)0224), a Malta (INFR(2025)0233), alla Polonia (INFR(2025)0238) e al Portogallo (INFR(2025)0241) per il non completo recepimento nel diritto nazionale delle disposizioni della direttiva (UE) 2023/2413 (direttiva di modifica). La direttiva è stata adottata nel 2023. Gli Stati membri avrebbero dovuto notificare il recepimento della direttiva entro il 21 maggio 2025, ad eccezione di alcune disposizioni relative alle autorizzazioni, per le quali il termine previsto era il 1º luglio 2024. Le nuove norme mirano ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in tutti i settori dell'economia, non solo nel settore dell'energia elettrica, ma anche e soprattutto nei settori in cui i progressi sono più difficili, come il riscaldamento e il raffrescamento, l'edilizia, i trasporti e l'industria, per i quali l'UE ha inoltre fissato obiettivi nuovi o rafforzati. Esse stabiliscono misure orizzontali e trasversali per promuovere la diffusione delle energie rinnovabili, che consistono ad esempio nel rafforzare le garanzie di origine e agevolare l'integrazione del sistema energetico mediante la promozione dell'elettrificazione e dell'idrogeno rinnovabile, nonché nel garantire una produzione di bioenergia più sostenibile. L'attuazione della legislazione è fondamentale per accelerare la diffusione dell'energia pulita prodotta internamente, ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto serra nel settore energetico, che contribuisce attualmente per oltre il 75% alle emissioni totali di gas a effetto serra nell'Unione, e rafforzare la sicurezza energetica. Tale attuazione contribuirà inoltre a ridurre i prezzi dell'energia e a migliorare la competitività dell'economia dell'UE. Nel luglio 2025 la Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri per l'incompleto recepimento della direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali. Dopo aver esaminato le risposte degli Stati membri in questione, la Commissione ha deciso di inviare pareri motivati alla Grecia, alla Francia, all'Italia, a Cipro e al Portogallo per la mancata comunicazione delle misure di recepimento e all'Ungheria, a Malta e alla Polonia in quanto non hanno fornito informazioni sufficientemente chiare e precise sul modo in cui le rispettive misure recepiscono ciascuna delle disposizioni della direttiva. Questi Stati membri dispongono ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell'UE, con una richiesta di sanzioni pecuniarie.
Mobilità e trasporti
Pareri motivati
La Commissione invita l'Italia ad attuare correttamente il telepedaggio
Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia (INFR(2020)2318) per la non corretta attuazione della direttiva sul servizio europeo di telepedaggio (S.E.T.), (direttiva (UE) 2019/520). Sebbene siano attivi in Italia, i fornitori del S.E.T. non sono ancora autorizzati a operare nel settore del S.E.T. sottoposto a pedaggio in Sicilia a causa di miglioramenti tecnologici in attesa di completamento. Questo costituisce un ostacolo per l'interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio stradale degli Stati membri e l'applicazione transfrontaliera dell'obbligo di pagare i pedaggi stradali nell'UE. I conducenti che viaggiano verso l'Italia o l'attraversano potrebbero avere bisogno di più di un contratto di abbonamento, con più di un fornitore e più di un'unità di bordo. La Commissione procede pertanto all'invio di un parere motivato all'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali quest'ultima potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
Dettagli
- Data di pubblicazione
- 11 dicembre 2025
- Autore
- Rappresentanza in Italia